Regolamento Amministrativo Contabile PDF Stampa E-mail

REGOLAMENTO AMMINISTRATIVO CONTABILE DELL’IRESMO

ISTITUTO REGIONALE PER GLI STUDI STORICI DEL MOLISE “VINCENZO CUOCO”

Titolo I

Bilancio di Previsione e Gestione Finanziaria

Capo I

Bilancio di previsione

Articolo l

(Principi Generali)

1. L'Ente Istituto Regionale per gli Studi Storici del Molise “V. Cuoco”, di seguito più brevemente denominato IRESMO, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, nonché Ente strumentale non economico della Regione Molise, redige il bilancio di previsione annuale il cui riferimento temporale è l'anno solare e il bilancio pluriennale di durata minima di tre anni finanziari e una durata massima di cinque anni finanziari.

2. La gestione finanziaria si svolge in base al bilancio indicato al comma l che viene predisposto dal Presidente ed approvato dal Consiglio Direttivo entro il l° Ottobre dell'anno precedente quello cui si riferisce.

Articolo 2

(Criteri di formazione del bilancio di previsione)

1. Il Bilancio di previsione, redatto in termini di competenza e di cassa, è articolato sia per l'entrata che per la spesa in Unità Previsionali di Base (di seguito denominate U.P.B.), che trovano corrispondenza con il piano di attività dell'Ente.

2. Sono considerate riscosse le somme introitate dal Tesoriere o da altro incaricato (cassiere) della riscossione, giacché dovute all'Ente. Si considerano pagate le somme erogate dal Tesoriere o da altro incaricato (cassiere).

3. Gli stanziamenti previsionali di entrata sono iscritti in bilancio previo accertamento della loro attendibilità, mentre quelli relativi alle spese sono iscritti in relazione a programmi definiti ed alle concrete capacità operative dell’IRESMO nel periodo di riferimento.

4. Il Bilancio di previsione è costituito dal preventivo finanziario accompagnato dalla relazione del Presidente in cui devono essere chiaramente indicati gli obiettivi dell'azione da svolgere ed i criteri in base ai quali sono stati quantificati gli stanziamenti di bilancio e tutte le altre informazioni ed eventuali elaborati contabili e statistici atti a conferire maggiore chiarezza alle poste del bilancio.

5. Al bilancio di previsione è allegata, altresì, la relazione del Collegio dei Revisori dei Conti, di cui al Titolo I, Capo V del presente Regolamento.

6. Lo schema di bilancio annuale di previsione e la relazione previsionale e programmatica sono predisposti dal Dirigente, unitamente agli allegati e alla relazione dell'organo di revisione, da sottoporsi all'esame ed alla approvazione dell'organo competente della Giunta Regionale.

Articolo 3

(Pianificazione programmazione e budget )

1. Sulla base delle linee generali e politiche contenute nel piano di attività di cui al successivo articolo, il Dirigente avvierà il processo di attuazione del servizio identificando compiti e funzioni nel processo gestionale dell'Ente, secondo il grado di autonomia organizzativa riconosciuta.

2. Il Consiglio Direttivo descrive in un apposito documento le previsioni quali-quantitative dei programmi, progetti ed attività che intende realizzare nel periodo o nel corso dell'anno.

3. Il Presidente coordina il processo al fine di rendere coerenti le linee strategiche e di indirizzo dell'IRESMO con i programmi ed i progetti da attuare, nonché con le risorse finanziarie ed economiche disponibili.

Articolo 4

(Piano di attività)

1. Il piano di attività, redatto ogni anno dal Consiglio Direttivo, descrive le linee strategiche da intraprendersi o sviluppare dall’Ente nell'anno solare successivo; le strategie devono essere opportunamente coordinate con le direttive e le scelte pluriennali e di programmazione della Regione Molise.

2. Il Piano dell'attività ha carattere generale e descrive le linee politiche e culturali cui debbono uniformarsi le decisioni operative. In questo documento il Consiglio Direttivo dell'Ente descrive sia le finalità istituzionali che quelle innovative precisando le risorse umane, strumentali e finanziarie necessarie per realizzarle. Esso, inoltre, motiva le eventuali variazioni intervenute rispetto al piano del precedente anno.

3. Le valutazioni finanziarie di competenza trovano riscontro nel bilancio di previsione relativo all'anno di competenza e coincidono con il preventivo finanziario del bilancio di previsione annuale.

 

Articolo 5

(Esercizio provvisorio)

l. Nelle more dell'approvazione del bilancio di previsione da parte della Regione, il Dirigente dell'IRESMO dispone l'esercizio provvisorio del bilancio già approvato dal Consiglio Direttivo dell’IRESMO per un periodo di due mesi, prorogabili per altri due mesi. L'IRESMO può effettuare, per ciascun intervento, spese nei limiti di tanti dodicesimi delle previsioni del bilancio presentato quanti sono i mesi dell'esercizio provvisorio autorizzato, con esclusione delle spese tassativamente regolate dalla legge ovvero non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi.

2. La gestione provvisoria è limitata all'assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, di imposte e tasse ed, in generale, limitata alle sole operazioni necessarie per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’IRESMO.

Articolo 6
(Bilancio pluriennale)

1. Il bilancio pluriennale è elaborato, in termini di competenza, con riferimento alla programmazione dell’IRESMO ed ha una durata minima di tre anni finanziari e una durata massima di cinque anni finanziari.

2. Il bilancio pluriennale rappresenta il quadro delle risorse che l’IRESMO prevede di acquisire e di impiegare nel periodo considerato, ed espone, separatamente, l'andamento delle entrate e delle spese in base alla legislazione statale e regionale già in vigore (bilancio pluriennale a legislazione vigente) e alle previsioni sull'andamento delle entrate e delle spese alla luce degli effetti dei previsti nuovi interventi legislativi (bilancio pluriennale programmatico). Il bilancio pluriennale a legislazione vigente costituisce sede per il riscontro della copertura finanziaria di nuove o maggiori spese a carico di esercizi futuri.

3. Il bilancio pluriennale indica, per ciascuna ripartizione delle entrate e della spesa, la quota relativa all'esercizio iniziale nonché le quote relative agli esercizi successivi.

 

4. Il bilancio pluriennale è redatto per U.P.B. di entrata e di spesa ed è annualmente aggiornato: in esso sono motivate, in apposite note esplicative, le variazioni intervenute rispetto alle previsioni contenute nel precedente bilancio pluriennale.

 

5. L'adozione del bilancio pluriennale non comporta autorizzazioni a riscuotere le entrate né ad eseguire le spese in esso contemplate.

Articolo 7

(Principi del bilancio)

1. Il bilancio di previsione, redatto in termini di competenza e di cassa, per l'anno successivo, deve essere deliberato annualmente nel rispetto dei principi di unità, annualità, universalità e integrità, veridicità, pareggio finanziario e pubblicità.

2. Il totale delle entrate finanzia indistintamente il totale delle spese.

3. L'unità temporale della gestione è l'anno finanziario che inizia il l° Gennaio e termina il 31 Dicembre dello stesso anno; dopo tale termine non possono più effettuarsi accertamenti di entrate e impegni di spesa in conto dell'esercizio scaduto.

4. Tutte le entrate sono iscritte in bilancio al lordo delle spese di riscossione e di altre eventuali spese ad esse connesse. Parimenti tutte le spese sono iscritte in bilancio integralmente senza alcuna riduzione delle correlative entrate. La gestione finanziaria è unica come il relativo bilancio di previsione: sono vietate le gestioni di entrate e di spese che non siano iscritte in bilancio.

5. Il bilancio di previsione è deliberato in pareggio finanziario complessivo.

Articolo 8

(Caratteristiche e struttura del bilancio)

1. Il bilancio è strutturato in U.P.B., determinate con riferimento ad aree omogenee di attività in cui si articolano le competenze dell’IRESMO. Le contabilità speciali sono articolate in capitoli sia nell'entrata che nella spesa. Per ciascuna U.P.B. di entrata e di spesa è indicato:

a) l'ammontare presunto dei residui attivi e passivi del capitolo o dei capitoli corrispondenti alla chiusura degli esercizi precedenti a quello cui il bilancio si riferisce;

b) l'ammontare delle entrate che si prevede di accertare e delle spese di cui è autorizzato l'impegno nell'esercizio al quale il bilancio si riferisce;

c) l'ammontare delle entrate che si prevede di riscuotere e delle spese di cui si autorizza il pagamento nel medesimo esercizio, senza distinzione tra riscossioni e pagamenti in conto residui e in conto competenze.

2. Il totale delle entrate e delle spese che si prevede, rispettivamente, di accertare e di impegnare nell'esercizio, comprensivo dell'eventuale saldo finanziario attivo o passivo presunto, costituisce il bilancio annuale di competenza; il totale delle entrate e delle spese che si prevede, rispettivamente di incassare e di effettuare, comprensivo dell'eventuale giacenza o scoperto di cassa presunto, costituisce il bilancio di cassa.

3. Gli stanziamenti di spesa sono iscritti in bilancio in relazione alle esigenze funzionali, ai programmi di intervento ed alle possibilità operative nel periodo di riferimento.

4. Il bilancio di previsione annuale è composto da due parti, relative rispettivamente all'entrata e alla spesa.

5. Le entrate del bilancio di previsione sono classificate nei seguenti Titoli:

TITOLO I: entrate derivanti da tributi propri;

TITOLO II: entrate derivanti da contributi e trasferimenti di parte corrente dell'Unione Europea, dello Stato e di altri soggetti;

TITOLO III: entrate extratributarie;

TITOLO IV: entrate derivanti da alienazioni, da trasformazione di capitale, da riscossione di crediti e da trasferimenti in conto capitale;

TITOLO V: entrate derivanti da mutui, prestiti o altre operazioni creditizie;

TITOLO VI: entrate per contabilità speciali.

6. Le entrate sono ordinate in categorie secondo la natura dei cespiti, in U.P.B., ai fini dell'approvazione da parte della Regione, ed in capitoli secondo il rispettivo oggetto, ai fini della gestione e della rendicontazione.

7. Le contabilità speciali non sono articolate in U.P.B., ma in capitoli.            

8. Le spese sono ripartite in:

a) funzioni obiettivo individuate in corrispondenza delle politiche regionali e raggruppate in aree di coordinamento delle stesse;

b) U.P.B. suddivise, ai fini dell'approvazione da parte della Regione, in unità relative alla spesa corrente, unità relative alla spesa in conto capitale ed unità per il rimborso dei prestiti;

c) capitoli, nell'apposito allegato al bilancio, secondo l'oggetto, il contenuto economico e funzionale della spesa, il carattere giuridicamente obbligatorio. I capitoli costituiscono le unità elementari ai fini della gestione e della rendicontazione.

 

Articolo 9

(Servizio per conto terzi )

Le partite di giro comprendono le entrate e le spese relative ai servizi per conto terzi che costituiscono, al tempo stesso, un debito e un credito per l’IRESMO, nonché le somme somministrate all'economo cassiere e ai funzionari delegati, ove nominati, con l'obbligo di resa di conto.

Articolo 10

(Avanzo e disavanzo di amministrazione)

1. L'avanzo di amministrazione è distinto in fondi vincolati e fondi non vincolati.

2. L'eventuale avanzo di amministrazione accertato in sede di approvazione del conto consuntivo può essere utilizzato:

a) per il finanziamento delle spese di investimento;

b) per i provvedimenti necessari per la salvaguardia degli equilibri di bilancio ove non possa provvedersi con mezzi ordinari;

c) per spese correnti una tantum.

3. L'eventuale disavanzo di amministrazione è applicato al bilancio di previsione.

4. L'eventuale avanzo/disavanzo di amministrazione è iscritto in bilancio prima di tutte le entrate e prima di tutte le spese.

5. L’Ente rispetta, durante la gestione e nelle variazioni di bilancio, il pareggio finanziario e tutti gli equilibri stabiliti in bilancio per la copertura delle spese correnti e per il finanziamento degli investimenti.

6. Il Dirigente periodicamente verifica il permanere degli equilibri generali di bilancio e, in caso di accertamento negativo, adotta i provvedimenti necessari per ripristinare il pareggio o il ripiano del disavanzo di amministrazione.

Articolo11

(Pareggio di Bilancio)

1. Il Bilancio finanziario di previsione per le competenze deve risultare a pareggio. Per quanto riguarda il bilancio di cassa, il totale delle spese (ossia dei pagamenti autorizzati sia in conto competenza che in conto residui) non può superare il totale delle entrate sommato alla presunta giacenza di cassa iniziale.

Articolo 12

(Quadro riassuntivo)

Il Bilancio di previsione si conclude con un quadro riepilogativo, secondo la competenza e la cassa, nel quale sono riassunti per Titoli le entrate e le spese. Detto modello comprende:

a) il quadro generale riassuntivo delle entrate e delle spese;

b) i risultati differenziali tra le entrate e le spese;   

c) l'elenco dei capitoli collegati alle singole U.P.B..

Articolo 13

(Fondo di riserva per le spese obbligatorie)

1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio annuale è iscritto, sia per competenza che per cassa, un fondo di riserva per le spese obbligatorie dipendenti dalla legislazione in vigore.

2. I prelievi di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e la loro iscrizione nello stanziamento di spesa dell'U.P.B. sono disposti dal Dirigente con proprio provvedimento del quale deve essere data notizia al Consiglio Direttivo nella prima seduta. Con lo stesso provvedimento, ai fini della gestione e della rendicontazione, è indicato specificamente il capitolo o i capitoli di spesa interessati all'iscrizione delle somme.

3. Ai bilanci di previsione annuale è allegato l'elenco dei capitoli di spesa aventi carattere obbligatorio.


Articolo 14
(Fondo di riserva per le spese impreviste)

 

1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio annuale è iscritto, sia per competenza che per cassa, un fondo di riserva per le spese impreviste.

2. L'utilizzo di somme da prelevare dal fondo di cui al comma 1 può avvenire:

a) per sopperire ad eventuali deficienze delle assegnazioni di bilancio che non riguardino le spese di cui al precedente articolo 13. Deve comunque trattarsi di spese che, non potendo essere previste in alcun modo o in modo adeguato al momento dell'approvazione del bilancio, abbiano carattere di assoluta necessità ed improrogabilità e non impegnino bilanci di esercizi futuri;

b) per restituire somme indebitamente percepite.

3. L'autorizzazione al prelievo di somme dal fondo di cui al comma 1 e la conseguente iscrizione nello stanziamento dell’U.P.B. di competenza è disposta dal Dirigente con proprio provvedimento. Con lo stesso provvedimento, ai fini della gestione e della rendicontazione, è indicato specificamente il capitolo o i capitoli di spese interessate all'iscrizione delle somme. Tale provvedimento viene comunicato tempestivamente al Consiglio Direttivo.

Articolo 15
(Fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa)

1. Nel solo bilancio di cassa è iscritto un fondo di riserva il cui ammontare è stabilito in misura non superiore ad un dodicesimo della somma dei pagamenti autorizzati dalla legge di bilancio e dai provvedimenti di variazione del preventivo.

2. I prelievi dal fondo di cui al comma 1, occorrenti sia per far fronte a maggiori spese che per sopperire a minori entrate, e le relative destinazioni ad integrazione delle altre U.P.B. di spesa, nonché dei relativi capitoli del bilancio di cassa, sono disposti dal Dirigente, il quale ne dà notizia al Consiglio Direttivo nella prima seduta.

Articolo 16
(Fondo dei residui cancellati)


1. Nello stato di previsione della spesa può iscriversi, sia per competenza che per cassa, apposito fondo da utilizzarsi per far fronte al pagamento di residui passivi eliminati per perenzione negli esercizi precedenti, in caso di richiesta degli aventi diritto.

 

2. Il fondo è movimentato esclusivamente con atto disposto dal Dirigente, del quale viene data notizia al Consiglio Direttivo nella prima seduta.

 

Articolo 17

(Assestamento di bilancio)

 

1. Entro il 31 Maggio di ogni anno l’Ente approva l'assestamento del bilancio sottoposto successivamente all'esame ed all’approvazione dell'organo competente della Giunta Regionale. La presentazione dell'assestamento è subordinata alla presentazione del rendiconto generale dell’Ente relativo all'esercizio antecedente a quello in corso.

2. Con l’assestamento si provvede:

a) all'aggiornamento dell'ammontare dei residui attivi e passivi risultanti alla chiusura dell'esercizio precedente quello cui il bilancio si riferisce;

b) all'aggiornamento dell'ammontare della giacenza di cassa risultante alla chiusura dell'esercizio precedente quello cui il bilancio si riferisce;

c) all'aggiornamento dell'eventuale saldo finanziario positivo o negativo risultante alla chiusura dell'esercizio precedente quello cui il bilancio si riferisce, e alla rideterminazione dell'ammontare dell'indebitamento, eventualmente autorizzato, a copertura del saldo negativo;

d) all'adeguamento delle previsioni iniziali di competenza e di cassa che si rendano necessarie in relazione a quanto previsto alle precedenti lettere a), b) e c).

 

3. Con l’assestamento del bilancio si possono altresì introdurre ulteriori variazioni al bilancio stesso.

 

4. Restano fermi i vincoli relativi all'equilibrio del bilancio di cui al precedente articolo 7.

5. L’approvazione del bilancio preventivo IRESMO da parte del Consiglio Direttivo autorizza le variazioni al bilancio medesimo, da apportare nel corso dell'esercizio mediante provvedimenti amministrativi, per l'istituzione di nuove U.P.B. di entrata, per l'iscrizione di entrate derivanti da assegnazioni vincolate a scopi specifici da parte della Regione o altri soggetti, nonché per l'iscrizione delle relative spese, quando queste siano tassativamente regolate dalla legislazione in vigore.

6. Il Consiglio Direttivo può effettuare variazioni compensative, all'interno della medesima classificazione economica, tra U.P.B. strettamente collegate nell'ambito di una stessa funzione obiettivo o di uno stesso programma o progetto. Con le stesse modalità, al fine di assicurare la necessaria flessibilità nella gestione delle disponibilità di bilancio, il Consiglio Direttivo può essere autorizzato ad effettuare variazioni compensative anche tra U.P.B. diverse, qualora le variazioni stesse siano necessarie per l'attuazione di interventi previsti da intese istituzionali di programma o da altri strumenti di programmazione negoziata.

7. Nessuna variazione al bilancio, salvo quelle previste dal comma 1 del presente articolo, può essere deliberata dopo il 30 Novembre dell'anno cui il bilancio stesso si riferisce.


Articolo 18
(Divieto di storni)


1. Salvo quanto disposto dagli articoli 13, 14, 15, 16 e 17 del presente regolamento, è vietato il trasferimento, con atto amministrativo, di somme da una U.P.B. all'altra del bilancio, sia per quanto riguarda gli stanziamenti di competenza, sia per quanto riguarda gli stanziamenti di cassa.

Capo II

Gestione finanziaria - entrate

Articolo 19

(Fasi dell'entrata)

1. Le fasi di gestione delle entrate sono l'accertamento, la riscossione ed il versamento.

Articolo 20

(Accertamento delle entrate)

l. L'entrata è accertata quando è appurata la ragione del credito, è accertato il soggetto debitore ed è determinata la scadenza dell'anno.

2. Quando trattasi di entrata la cui acquisizione è sottoposta ad oneri o condizioni, è necessario che l'accertamento sia preceduto da specifico provvedimento del Consiglio Direttivo.

3. L'accertamento di entrata dà luogo ad annotazione nelle scritture, con imputazione al competente capitolo di bilancio.

4. Le entrate accertate e non riscosse costituiscono residui attivi, i quali sono compresi tra le attività del conto patrimoniale.

Articolo 21

(Riscossione)

1. La riscossione costituisce la successiva fase del procedimento dell'entrata, che consiste nell'ordinazione al tesoriere o ad altri eventuali incaricati della riscossione delle somme dovute all'Ente.

2. La riscossione è disposta a mezzo di ordinativo di incasso.

3. L'ordinativo di incasso è sottoscritto dal responsabile dell’ufficio finanziario e dal Dirigente e contiene:

a) l'indicazione del debitore;

b) l'ammontare della somma da riscuotere,

c) la causale;

d) gli eventuali vincoli di destinazione delle somme;

e) l'indicazione del capitolo del bilancio cui si riferisce l’entrata,

   distintamente per residui e competenza;

f) la codifica gestionale così come individuata dal SIOPE se applicabile;

g) il numero progressivo;

h) l'esercizio finanziario e la data di emissione.

4. Il Tesoriere deve accettare, anche senza autorizzazione dell'Ente, le somme che i terzi intendono versare, a qualsiasi titolo, a favore del medesimo, rilasciandone ricevuta. Tali riscossioni saranno tempestivamente segnalate all'Ente, al quale il Tesoriere richiederà l'emissione degli ordinativi di incasso entro 30 giorni dalla segnalazione stessa.

5. Gli ordinativi di incasso che si riferiscono ad entrate di competenza dell'esercizio in corso sono tenuti distinti da quelli relativi ai residui.

6. Gli ordinativi di incasso non riscossi entro il termine dell'esercizio sono restituiti dal Tesoriere all'Ente, per la riscossione in conto residui.

Articolo 22

(Versamento)

Il versamento costituisce l'ultima fase dell'entrata, consistente nel trasferimento delle somme nelle casse dell'IRESMO.

Articolo 23

(Vigilanza sulla gestione delle entrate)

l. Il responsabile che ha la gestione delle entrate cura, nei limiti della propria competenza e sotto la personale responsabilità che l'accertamento, la riscossione ed il versamento delle entrate siano fatti prontamente ed integralmente. Se nel corso della gestione si dovessero accertare significativi scostamenti rispetto alle previsioni, il suddetto responsabile deve darne immediata comunicazione al Dirigente e al Presidente.

2. Il Dirigente e il Presidente esaminano periodiche relazioni, sottoscritte dal responsabile di cui al comma l, concernenti la realizzazione delle entrate dell’IRESMO nonché i ritmi di accumulo e la riscossione dei crediti.

Capo III

Gestione Finanziaria - Spese

Articolo 24

(Fasi della spesa)

1. Le fasi di gestione della spesa sono l'impegno, la liquidazione, l'ordinazione ed il pagamento.

Articolo 25

(Impegno delle spese)

1. L'impegno è giuridicamente valido se sussistono i seguenti elementi essenziali: beneficiario, importo e oggetto.

2. Le spese sono impegnate dal Consiglio Direttivo con proprio atto. Per i contratti comportanti una spesa di importo superiore a € 103.291,38 , il Presidente dovrà ottenere la preventiva autorizzazione da parte della Regione, ai sensi della lett.c, art. 13 della Legge Regionale del 3 Agosto 1999 n. 27.

 

3. Il Dirigente può provvedere, sulla base del piano di gestione, all'assegnazione dei fondi ai responsabili dei procedimenti.

4. Tutti gli atti che dovessero comportare oneri a carico del bilancio dovranno essere annotati nelle apposite scritture, previa verifica da parte del responsabile del procedimento della regolarità delle documentazioni di spesa.

5. Formano impegni sugli stanziamenti di competenza dell'esercizio le somme dovute dall’IRESMO a creditori determinati o determinabili, in base alla legge, a contratto o ad altro titolo valido, nonché quelle destinate a specifiche finalità, sempre che la relativa obbligazione si estingua entro il termine dell'esercizio.

6. Gli impegni non possono in nessun caso superare i limiti consentiti dagli stanziamenti di bilancio in corso.

7. Gli impegni si riferiscono all'esercizio finanziario in corso. E' consentita l'assunzione di impegni pluriennali nei seguenti casi:

a) spese in conto capitale ripartite in più esercizi per le quali l'impegno può estendersi a più anni, anche se i pagamenti devono essere contenuti nei limiti dei fondi assegnati per ogni esercizio;

b) spese correnti per le quali sia indispensabile, allo scopo di assicurare la continuità del servizio, assumere impegni a carico dell'esercizio successivo;

c) spese continuative ricorrenti, per le quali l'impegno può estendersi a più esercizi, quando ciò rientri nelle consuetudini o quando il Consiglio Direttivo ne riconosca la necessità o convenienza.

8. Chiuso, con il 31 Dicembre, l'esercizio finanziario, nessun impegno può essere assunto a carico del predetto esercizio. La differenza tra somme impegnate e somme stanziate costituisce economia di stanziamento.

9. Le spese impegnate e non ordinate entro il termine dell'esercizio costituiscono residui passivi, i quali sono compresi tra le passività del conto patrimoniale.

10. Non è ammessa l'iscrizione nel conto residui di somme non impegnate nella competenza.

 

Articolo 26

(Liquidazione delle spese)

l. La liquidazione della somma certa e liquida dovuta è effettuata dal responsabile del procedimento che ha dato esecuzione al provvedimento di spesa, ove incaricato, ed in mancanza, dal Dirigente o, in assenza di quest’ultimo, dal responsabile dell’ufficio finanziario, sulla base dei documenti giustificativi comprovanti il diritto del creditore, previo accertamento dell'esistenza dell'impegno, nonché della regolarità della fornitura di beni, opere o servizi e sulla base dei titoli e dei documenti giustificativi comprovanti il diritto del creditore.

2. Quando si tratta di spese fisse derivanti da legge o da impegni permanenti che hanno scadenza determinata, la liquidazione coincide con la fase dell'ordinazione di cui al successivo articolo 27.

Articolo 27

(Ordinazione delle spese)

1. L'ordinazione è la fase con la quale viene impartito l'ordine di pagare al creditore quanto dovuto mediante l'emissione del mandato di pagamento numerato in ordine progressivo per ciascun esercizio finanziario tratto sul tesoriere, contenente almeno i seguenti elementi:

a) il numero progressivo del mandato per esercizio finanziario;

b) la data di emissione;

c) il capitolo su cui la spesa è imputata, distintamente per competenza o residui;

d) la codifica gestionale così come individuata dal codice SIOPE se applicabile;

e) l'indicazione del creditore e, se si tratta di persona diversa, del soggetto tenuto a rilasciare quietanza, nonché, ove richiesto, il relativo codice fiscale o la partita IVA;

f) l'ammontare della somma dovuta e la scadenza, qualora sia prevista dalla legge o sia stata concordata con il creditore;

g) la causale e gli estremi dell'atto esecutivo che legittimano l'erogazione della spesa;

h) le eventuali modalità agevolative di pagamento se richieste dal creditore;

i) il rispetto degli eventuali vincoli di destinazione.

2. I mandati di pagamento sono compilati dalla competente unità organizzativa dell’ufficio finanziario e sottoscritti dal responsabile dell’ufficio stesso e dal Dirigente o suo delegato.

3. L'inoltro al Tesoriere avviene a mezzo elenco in duplice copia, numerato e datato, di cui uno è restituito firmato per ricevuta.

4. I mandati di pagamento, prima dell'invio al tesoriere, sono cronologicamente registrati sull'apposito libro preventivamente timbrato e firmato in ogni pagina dal responsabile dell’ufficio finanziario e recante all'ultimo foglio la dichiarazione attestante il numero delle pagine di cui il libro si compone sottoscritta dal responsabile dell’ufficio finanziario e dal Dirigente. I mandati che si riferiscono alla competenza sono tenuti distintamente da quelli relativi ai residui.

5. Il Tesoriere estingue i mandati e provvede alla loro restituzione al servizio finanziario, anche in conformità a quanto stabilito con la convenzione di tesoreria.

6. Ogni mandato di pagamento è corredato dagli atti e dai documenti giustificativi della spesa e con essi conservati agli atti per non meno di dieci anni.

7. Le spese impegnate e non ordinate costituiscono i residui passivi da iscriversi tra le passività della situazione patrimoniale e nel bilancio di previsione del bilancio successivo.

Articolo 28

(Pagamento delle spese)

l. Il pagamento è il momento conclusivo del procedimento di effettuazione delle spese che si realizzano con l'estinzione, da parte del tesoriere, dell'obbligazione verso il creditore.

2. Il pagamento di qualsiasi spesa deve avvenire esclusivamente tramite il tesoriere. E' ammesso il pagamento diretto attraverso il servizio di cassa economale solo per i casi previsti dal presente regolamento.

Articolo 29

(Modalità particolari di estinzione delle disposizioni di pagamento)

l. Il Dirigente o il responsabile dell’ufficio finanziario può disporre, su richiesta scritta del creditore, con spese a carico dello stesso, e con espressa annotazione sui titoli, che le disposizioni di pagamento siano estinte mediante:

a) accreditamento in conto corrente bancario a favore del creditore;

b) accreditamento in conto corrente postale a favore del creditore;

c) commutazione in vaglia cambiario o in assegno circolare, non trasferibile, all'ordine del creditore;

d) altre forme di pagamento previste dai sistemi bancari e postali.

2. Le dichiarazioni di accreditamento, che sostituiscono la quietanza del creditore, devono risultare sulla disposizione di pagamento da annotazione recante gli estremi relativi alle operazioni ed il timbro dell'Istituto Tesoriere.

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Articolo 30

(Mandati di pagamento non pagati alla fine dell' esercizio finanziario)

1. I mandati di pagamento individuali e collettivi, rimasti interamente o parzialmente inestinti entro il termine dell'esercizio, sono commutati dal tesoriere con spese (ove presenti) a carico del beneficiario con le modalità di cui alla lettera c) del precedente art. 29.

2. I mandati di pagamento, commutati ai sensi del precedente comma, si considerano titoli pagati agli effetti del conto consuntivo.

3. Nelle convenzioni di tesoreria dell'Ente saranno regolati i rapporti con l'Istituto Tesoriere in relazione all'accertamento dell'effettivo pagamento degli assegni circolari.

Art. 31

(Gestione dei residui)

1. Costituiscono residui attivi le somme accertate e non riscosse entro il termine dell'esercizio.

2. Le somme di cui al comma precedente vengono conservate nel conto residui fino a quando i relativi crediti non siano stati riscossi o si siano estinti per prescrizione od altra causa.

3. Con delibera del Consiglio Direttivo, al termine di ciascun esercizio finanziario, sono determinati, per ciascuna U.P.B. della entrata e della spesa, i residui attivi e passivi accertati.

 

4. Per ciascuna U.P.B. i residui attivi sono accertati per capitolo di entrata del bilancio dell’IRESMO e per esercizio di provenienza.

 

5. Costituiscono residui passivi propri le somme impegnate e non ordinate entro il termine dell'esercizio.

 

6. La conservazione dei residui passivi propri è consentita per non più di due anni successivi a quello in cui l'impegno si è perfezionato, per le spese correnti, e per non più di sette anni, per le spese in conto capitale.

 

7. Le somme iscritte negli stanziamenti di spesa in conto capitale o di investimento, non impegnate entro il termine dell'esercizio, possono essere mantenute in bilancio quali residui passivi di stanziamento, non oltre il terzo esercizio finanziario successivo a quello della prima iscrizione.

 

8. I residui di stanziamento, correlati ad annualità di un limite d'impegno, possono essere reiscritti negli stanziamenti di competenza dell'esercizio successivo a quello nel quale sono stati cancellati, previa delibera del Consiglio Direttivo. In tal caso la scadenza del limite d'impegno viene correlativamente prorogata.

 

9. L'eliminazione dal conto dei residui di spese finanziate con fondi assegnati con vincolo di destinazione, ai sensi di legge, comporta la correlativa reiscrizione delle stesse somme alla competenza del nuovo esercizio per le medesime od analoghe finalità.

Articolo 32

(Spese di viaggio e Trattamento di missione)

 

1. Al Presidente, ai componenti del Consiglio Direttivo, del Comitato Scientifico e del Collegio dei Revisori dei Conti spetta il rimborso delle spese di viaggio, anche con uso del mezzo proprio, dal loro luogo di domicilio alla sede dell’IRESMO per ogni attività attinente alla funzione dell’Istituto. L’importo del rimborso chilometrico è pari a quello determinato dalla Regione per il personale dirigente.

 

2. Per ragioni inerenti alle finalità dell’IRESMO, il Presidente ed i Componenti del Consiglio Direttivo possono effettuare missioni in altre località, previa autorizzazione del Consiglio Direttivo che ne indichi la finalità e le motivazioni. Il trattamento spettante è equiparato a quello del personale dirigente della Regione Molise, ai sensi della l.r. 12/1999.

 

3. Al personale regionale in servizio presso l’IRESMO, in caso di missione, si applica la predetta legge regionale n.12/1999 come specificamente previsto dall’art. 1 della medesima.

Capo IV

Servizio di cassa o di tesoreria, gestione economale

Articolo 33

(Affidamento del servizio di tesoreria)

1. Il servizio di tesoreria è affidato, in base ad apposita convenzione stipulata dal Presidente, all’Istituto bancario di cui all'articolo l0 del decreto legislativo l Settembre, 1993, n. 385, munito altresì del sistema SIOPE così come previsto dalla legge n. 289 del 2002. Il servizio è aggiudicato previo espletamento di apposita gara ad evidenza pubblica.

2. Il Tesoriere è agente contabile dell'Ente.

3. Il Tesoriere vigila sulla corretta imputazione dei titoli di spesa ed è responsabile della corretta tenuta e conservazione dei documenti e dei registri d'obbligo, dai quali possono rilevarsi le giacenze di liquidità distinte dai fondi a destinazione vincolata.

4. E, altresì, tenuto a mettere a disposizione dell’IRESMO e dell'organo di revisione tutta la documentazione utile per le verifiche di cassa.

5. I rapporti tra l’IRESMO e il Tesoriere sono regolati dalla legge e da apposita convenzione di tesoreria la quale stabilisce, tra l'altro:

a) la durata del servizio;

b) le anticipazioni di cassa;

c) le delegazioni di pagamento a garanzia dei mutui;

d) la tenuta dei registri e delle scritture obbligatorie.

6. Il Tesoriere rende il conto della gestione annuale entro due mesi dalla chiusura dell'esercizio finanziario. Il conto del Tesoriere costituisce documento idoneo a rappresentare la gestione di cassa.

7. Se l'organizzazione dell’IRESMO e del Tesoriere lo dovesse consentire, il servizio di tesoreria può essere gestito con metodologie ad evidenze informatiche con collegamento diretto tra il servizio finanziario dell’IRESMO ed il Tesoriere, al fine di consentire l'interscambio dei dati e della documentazione relativi alla gestione dei servizi.

Capo V

Elaborati del conto consuntivo

Articolo 34

(Conto consuntivo)

l. Il conto consuntivo è costituito dal rendiconto finanziario, dal conto del patrimonio ed è corredato di una relazione illustrativa predisposta dal Dirigente.

2. Il conto consuntivo deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria dell'Ente.

3. La relazione illustrativa, predisposta dal Dirigente, riguarda l'andamento della gestione dell'Ente nei suoi settori operativi, ponendo in evidenza i risultati raggiunti in funzione degli obiettivi prefissati.

4. Lo schema di conto consuntivo, unitamente alla relazione illustrativa del Dirigente, è sottoposto, almeno quindici giorni prima del termine di cui all'ultimo comma del presente articolo, all'esame del Collegio dei Revisori dei Conti, che redige apposita relazione, da allegare al predetto schema, contenente, tra l'altro, l'attestazione circa la corrispondenza delle risultanze di bilancio con le scritture contabili, valutazioni in ordine alla regolarità ed economicità della gestione, nonché valutazioni in ordine alla realizzazione del programma e degli obiettivi fissati all'inizio dell'esercizio, ponendo in evidenza le cause che hanno determinato eventuali scostamenti.

5. Lo schema del conto consuntivo, unitamente alla relazione illustrativa di cui al 1° comma del presente articolo, è adottato dal Consiglio Direttivo entro il 31 Marzo dell'anno successivo a quello di riferimento.

Articolo 35

(Rendiconto Finanziario)

Il rendiconto finanziario comprende i risultati della gestione del bilancio per l'entrata e per la spesa, distintamente per U.P.B. e per capitoli, suddivisi per competenza e per residui.

Articolo 36

(Conto del patrimonio)

Il conto del patrimonio individua, descrive, classifica e valuta le attività e le passività finanziarie e permanenti quali risultano all'inizio e al termine dell'esercizio, secondo lo schema previsto dalle vigenti disposizioni normative.

Titolo II

Gestione patrimoniale

Capo I

Classificazione ed inventario dei beni

Articolo 37

(Beni)

1. I beni dell'IRESMO si distinguono in immobili e mobili secondo le norme del codice civile. Essi sono descritti in separati inventari in conformità alle norme contenute nei successivi articoli.

2. Il patrimonio iniziale è costituito dai beni e dalle attrezzature trasferiti dalla Regione.

Articolo 38

(Inventario dei beni immobili)

l) Gli inventari dei beni immobili devono evidenziare:

a) la denominazione, l'ubicazione, l'uso cui sono destinati e l'ufficio od organo cui sono affidati;

b) il titolo di provenienza, le risultanze dei registri immobiliari, i dati catastali completi ed aggiornati, nonché la rendita imponibile;

c) le servitù, i pesi e gli oneri da cui sono gravati;

d) il costo d'acquisto e le eventuali successive variazioni anche per manutenzioni straordinarie;

e) l'ammontare delle eventuali quote di ammortamento.

Articolo 39

(Consegnatari dei beni immobili)

l. I beni immobili sono dati in consegna ad agenti, nominati con provvedimento del Dirigente, i quali sono responsabili di qualsiasi danno che possa derivare all'Ente dalla loro azione od omissione e ne rispondono secondo le norme di contabilità generale dello Stato.

2. La consegna si effettua in base ai verbali redatti in contraddittorio con la firma di chi effettua la consegna e di chi la riceve o tra l'agente cessante e quello subentrante, con l'assistenza del Dirigente o di un suo delegato.

Articolo 40

(Classificazione dei beni mobili)

1. I beni mobili si classificano nelle seguenti categorie:

a) mobili, macchine ordinarie di ufficio;

b) arredi e materiale bibliografico;

c) macchine d'ufficio elettromeccaniche ed elettroniche compresi i computers;

d) apparecchiature scientifiche;

e) autovetture e simili;

f) fondi pubblici e privati;

g) altri beni mobili non compresi nelle precedenti categorie.

Articolo 41

(Inventario dei beni Mobili)

l. L’inventario dei beni mobili deve contenere le seguenti indicazioni:

a) la denominazione e la descrizione secondo la natura e la specie;

b) il luogo in cui si trovano;

c) la quantità o il numero;

d) la classificazione “Nuovo”, “Usato” e “Fuori Uso”;

e) il valore dei beni di proprietà;

f) il titolo di appartenenza (proprietà, uso, etc.).

2. I beni mobili e le macchine sono valutabili al costo di acquisto ovvero di stima o di mercato se trattasi di oggetti pervenuti per altra causa. Le aliquote di deperimento rimangono stabilite dalla legge. Il Consiglio Direttivo delibera i criteri per il passaggio al “Fuori Uso”.

Articolo 42

(Consegna dei beni mobili)

l. I beni mobili, esclusi quelli di cancelleria e i materiali di consumo, sono dati in consegna con apposito verbale a responsabili nominati con provvedimento del Dirigente.

2. In caso di cambiamento del responsabile, la consegna ha luogo previa materiale ricognizione dei beni. Il relativo verbale è sottoscritto dal responsabile cessante e da quello subentrante, nonché dal responsabile dell’ufficio finanziario che assiste alla consegna.

3. Gli inventari sono redatti in duplice esemplare, su supporto cartaceo o elettronico.

Articolo 43

(Carico e scarico dei beni mobili)

l. I beni mobili sono inventariati sulla base di buoni di carico emessi dal responsabile dell’ufficio finanziario e firmati dall'agente responsabile.

2. La cancellazione dagli inventari dei beni mobili per perdita, cessione, od altri motivi, è disposta con atto deliberativo del Consiglio Direttivo sulla base di motivata proposta del Dirigente.

3. L’atto deliberativo di cui al precedente comma indica l'eventuale obbligo di reintegro o di risarcimento del danno a carico dei responsabili ed è portato a conoscenza degli agenti al fine della redazione del verbale di discarico.

4. Il responsabile dell’ufficio finanziario, sulla scorta degli atti o documenti di carico e scarico, provvede al conseguente aggiornamento delle scritture patrimoniali.

Articolo 44

(Chiusura annuale degli inventari )

Gli inventari sono tenuti costantemente aggiornati e chiusi al termine di ogni esercizio finanziario.

Articolo 45

(Ricognizione dei beni )

1. Ogni cinque anni per i beni mobili ed ogni dieci anni per gli immobili si provvede alla relativa ricognizione e valutazione ed al conseguente rinnovo degli inventari.

2. Di tali operazioni si dà notizia in una specifica nota redatta dal responsabile dell’ufficio finanziario.

Articolo 46

(Materiali di consumo)

1. L'economo provvede alla tenuta degli oggetti di cancelleria, stampati, schede, supporti meccanografici ed altri materiali di consumo.

2. Il carico di detto materiale avviene sulla base delle ordinazioni emesse dall'economo e delle bollette di consegna dei fornitori.

3. I prelevamenti per il fabbisogno dei singoli servizi sono effettuati mediante richiesta dei rispettivi responsabili.

TITOLO III

Disciplina dei contratti

Capo I

Contratti

Articolo 47

(Norme generali)

1. Alla disciplina dei contratti pubblici di fornitura beni e servizi si applicherà il Decreto Lgs n. 163 del 2006 ed il relativo Regolamento.

2. E’ facoltà dell’IRESMO avvalersi per l’acquisizione di beni e di servizi delle convenzioni CONSIP e del relativo mercato elettronico nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge.

Articolo 48

(Responsabile del procedimento)

l. In sede di autorizzazione di spesa viene individuato, ai sensi della legge 7 Agosto 1990, n 24l, il responsabile del procedimento nella persona del Dirigente, salvo diversa disposizione di legge.

2. La disposizione adottata ai sensi del comma 1 viene resa pubblica in sede di bando ovvero con lettera d’invito.

Articolo 49

(Stipulazione e approvazione dei contratti)

I contratti sono stipulati dal Dirigente dell’IRESMO o da un suo delegato opportunamente a ciò autorizzato secondo le disposizioni di legge.

Articolo 50

(Servizi e forniture in economia)

1. Ai sensi dell’art. 125 del D.Lgs n. 163 del 2006, comma 10, si definiscono le seguenti voci di spesa in relazione alle quali è ammesso il ricorso alle procedure di acquisizione in economia di beni e servizi:

  1. a)spese di gestione dei locali in uso all’IRESMO, comprese quelle per oneri condominiali: acqua, luce, gas, energia elettrica;
  2. b)spese postali, telegrafiche, telefax di trasmissione dati ed altre inerenti servizi di comunicazione;
  3. c)spese per polizze assicurative;
  4. d)spese per manutenzione e riparazione di strumenti e programmi informatici, nonché per il loro sviluppo e per la fornitura del materiale accessorio;
  5. e)spese per il servizio di pulizia dei locali in uso all’IRESMO; spese per l’acquisto di materiali igienico-sanitario e di pronto soccorso;
  6. f)spese per l’acquisto di materiale di cancelleria, di valori bollati, spese per l’acquisto di carta, modulistica e stampati;
  7. g)spese per l’acquisto di libri, riviste, giornali, abbonamenti e pubblicazioni in genere, anche su supporto informatico, comprese quelle per l’accesso a siti internet ed, in genere, a mezzi telematici di informazione ed aggiornamento;
  8. h)spese per tipografia, legatoria, lavori di stampa in genere o realizzati a mezzo tecnologia audiovisiva e/o informatica, comprese quelle per la fornitura, la manutenzione e la riparazione dei macchinari e delle attrezzature occorrenti;
  9. i)spese per acquisizione, manutenzione e riparazione di mobili ed arredi vari, fotoriproduttori, macchine ed attrezzature diverse per gli uffici;
  10. j)spese per acquisizione di mezzi audiovisivi e fotografici, ovvero materiale divulgativo;
  11. k)spese per organizzazione convegni, congressi, riunioni, mostre ed altre manifestazioni, nonché partecipazione a tali eventi, nell’interesse dell’IRESMO;
  12. l)spese per trasporti, spedizioni, imballaggio, magazzinaggio e facchinaggio;
  13. m)spese di gestione d’ufficio, comprese quelle di interpretariato, di traduzione, trascrizione e riproduzione di atti, documenti, manifesti, registri e simili;
  14. n)spese per divulgazione dei bandi di gara o di altre comunicazioni che devono essere rese per legge o regolamento a mezzo stampa o con altri mezzi d’informazione, ivi compresi quelli telematici;
  15. o)spese per l’acquisizione di beni e servizi per la sicurezza e prevenzione sul lavoro;
  16. p)spese per il pagamento di imposte e tasse;
  17. q)spese per acquisizione di beni e servizi in caso di risoluzione di un precedente rapporto contrattuale, o in danno del contraente inadempiente, quando sia ritenuto necessario o conveniente per conseguire la prestazione nel termine previsto dal contratto;
  18. r)spese per acquisizione di beni e servizi in caso di completamento delle prestazioni non previste dal contratto in corso, qualora non sia possibile imporne l’esecuzione nell’ambito del contratto medesimo;
  19. s)spese per l’acquisizione di beni e servizi nella misura strettamente necessaria, in caso di contratti scaduti, nelle more di svolgimento delle ordinarie procedure di scelta del contraente;
  20. t)spese per acquisizione di beni e servizi in caso di eventi oggettivamente imprevedibili ed urgenti, al fine di scongiurare situazioni di pericolo per persone, animali o cose, ovvero per l’igiene e salute pubblica, ovvero per il patrimonio storico, artistico, culturale.

2. Il limite di importo per ciascuna delle spese di cui al precedente comma 1, per le acquisizioni in economia dell’IRESMO, è fissato in € 100.000,00 , con esclusione dell’IVA.

3. L’affidatario di lavori, servizi, forniture in economia deve essere in possesso dei requisiti di idoneità morale, capacità tecnico-professionale ed economico-finanziaria prescritta per prestazioni di pari importo affidate con procedure ordinarie di scelta del contraente.

4. Per l’acquisizione in economia, da parte dell’IRESMO, dei beni e dei servizi, individuati al precedente comma 1, saranno adottate le procedure di cui al D.Lgs. 12.04.2006, n. 163.

Articolo 51

(Modalità di ordinazione)

L'ordinazione delle forniture e dei servizi che deve essere effettuata dal Dirigente o suo delegato con lettera di impegno od altro atto valido, deve contenere le condizioni di esecuzione dei lavori, delle forniture e dei servizi medesimi, i relativi prezzi, l'indicazione della documentazione da presentare, la determinazione delle penali in caso di inadempienza, le modalità di pagamento nonché l'obbligo dell'assuntore di uniformarsi alle norme legislative e regolamentari vigenti.

Art. 52

(Inadempienza del fornitore)

In caso di inadempienza per i fatti imputabili al soggetto o all'impresa cui è stata affidata l'esecuzione dei lavori, delle forniture e dei servizi, il Dirigente o suo delegato, dopo formale ingiunzione a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento rimasta senza esito, può disporre l'esecuzione di tutto o parte del lavoro, della fornitura e del servizio a spese del soggetto o dell'impresa, salvo l'esercizio, da parte dell’IRESMO, dell'azione per il risarcimento del danno derivante dall'inadempienza.

Articolo 53

(Rinnovo e proroga dei contratti)

Per il rinnovo e la proroga dei contratti si applicherà la disciplina statale e regionale.

TITOLO IV

Rilevazione contabile

Capo I

Scritture contabili

Articolo 54

(Scritture finanziarie ed economico-patrimoniali )

l. Le scritture finanziarie relative alla gestione del bilancio devono consentire di rilevare, per ciascun capitolo, la situazione degli accertamenti di entrata e degli impegni di spesa, nonché la situazione delle somme riscosse e pagate e di quelle rimaste da riscuotere e da pagare.

2. Le scritture patrimoniali devono consentire la dimostrazione a valore del patrimonio all'inizio dell'esercizio finanziario, le variazioni intervenute nel corso dell'anno per effetto della gestione del bilancio e per altre cause, nonché la consistenza del patrimonio alla chiusura dell'esercizio.

Articolo 55

(Sistema di scritture)

1. L’IRESMO terrà almeno le seguenti scritture:

a) un registro degli impegni riferito a ciascun capitolo di spesa per ogni esercizio finanziario, contenente lo stanziamento iniziale e le variazioni successive, le somme impegnate;

b) un registro dei pagamenti, riferito a ciascun capitolo di spesa per ogni esercizio finanziario, contenente lo stanziamento iniziale e le variazioni successive, le somme pagate e la rimanente disponibilità di capitolo;

c) un registro degli impegni assunti (competenza e residui), riferito a ciascun impegno di spesa contenente la somma impegnata, le somme pagate e le rimanenze da pagare;

d) un registro riferito a ciascun capitolo di entrata per ogni esercizio finanziario, contenente lo stanziamento iniziale e le variazioni successive, le somme accertate e quelle rimaste da riscuotere;

e) il registro cronologico delle reversali e dei mandati emessi;

f) il registro degli inventari contenente la descrizione, la valutazione dei beni dell’IRESMO all’inizio dell’esercizio, le variazioni intervenute nelle singole voci nel corso dell’anno per effetto della gestione del bilancio o per altre cause, nonché la consistenza alla chiusura dell’esercizio.

Articolo 56

(Sistemi di elaborazione automatica dei dati)

Per la tenuta delle scritture finanziarie e patrimoniali l’IRESMO potrà avvalersi, in relazione alle effettive esigenze, di sistemi di elaborazione automatica dei dati ai fini della semplificazione delle procedure e della migliore produttività dei servizi.

 

Titolo V

Disposizioni finali

Capo I

Disposizioni transitorie e finali

Articolo 57

(Adeguamento)

Il progressivo adeguamento della gestione contabile-amministrativa dell’Ente alle disposizioni contenute nel presente regolamento dovrà concludersi entro il 31.12.2008.

Articolo 58

(Norma finale)

1. In assenza della figura del Dirigente le relative funzioni saranno espletate dal Presidente dell’Ente ai sensi della L. R. 33/04.

2. Per tutto quanto non disciplinato nel presente regolamento si rimanda a quanto previsto in casi analoghi dalla normativa vigente della Regione Molise, nonché dalla normativa statale vigente in materia.

 

S. Vincenzo al Volturno

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